Ristrutturiamo la tua casa. Ma prima risolviamo ciò che potrebbe farla ammalare di nuovo.
Una ristrutturazione può essere bellissima.
Ma se dietro una parete rimane un problema di umidità, se una superficie continua a essere troppo fredda o se la condensa trova ancora le condizioni ideali per formare muffa, dopo qualche tempo il problema può tornare.
Per questo noi non affrontiamo una ristrutturazione come una semplice impresa edile.
Siamo specialisti di muffa, umidità e pareti fredde e portiamo questa competenza direttamente dentro la ristrutturazione.
Prima capiamo il problema.
Poi progettiamo l’intervento.
Infine ristrutturiamo.
Una normale ristrutturazione parte spesso da una domanda:
“Come vogliamo trasformare questo ambiente?”
Noi ne aggiungiamo una molto più importante:
“Perché questo ambiente si è deteriorato e cosa dobbiamo fare affinché il problema non si ripresenti?”
Perché una parete con muffa non è semplicemente una parete da ridipingere.
Un muro freddo non è semplicemente un muro da rivestire.
Un intonaco che si deteriora non è necessariamente un problema estetico.
E un bagno che presenta umidità non va necessariamente affrontato limitandosi a sostituire piastrelle e sanitari.
Prima bisogna capire cosa sta succedendo all’edificio.
È qui che la nostra specializzazione fa la differenza.
La nostra esperienza nasce dalla diagnosi e dalla risoluzione di problematiche legate a:
Quando entriamo in un’abitazione, quindi, non vediamo soltanto quello che deve essere rifatto.
Cerchiamo di capire perché si è deteriorato.
Non vendiamo una ristrutturazione standard.
La progettiamo in funzione dell’immobile e delle sue problematiche.
Prima dell’intervento raccogliamo tutte le informazioni necessarie per comprendere la situazione.
Dove compare la muffa?
Quanto è fredda la superficie?
Ci sono fenomeni di condensa?
L’umidità proviene dall’ambiente, dalla parete o dal terreno?
Ci sono infiltrazioni o perdite?
Il problema interessa solo la superficie oppure coinvolge gli strati sottostanti?
La prima fase è capire.
Una volta individuate le problematiche, definiamo quali lavorazioni sono realmente necessarie.
Non tutte le pareti hanno bisogno della stessa soluzione.
Non tutti i bagni hanno lo stesso problema.
Non tutte le muffe hanno la stessa origine.
La soluzione viene progettata sul caso specifico.
A questo punto possiamo intervenire sull’ambiente.
Demolizioni.
Ripristini.
Intonaci.
Pareti.
Rivestimenti.
Bagni.
Finiture.
Isolamenti dall’interno dove necessari.
Interventi specifici sulle superfici.
Il tutto integrando, dove necessario, le soluzioni individuate nella fase diagnostica.
Per noi il lavoro non termina quando l’ultima piastrella viene posata.
Verifichiamo il risultato dell’intervento e forniamo al cliente le indicazioni necessarie per mantenere nel tempo le condizioni corrette dell’ambiente.
Perché ristrutturare bene significa anche pensare a quello che succederà dopo.
Quando vuoi rifare casa, vogliamo prima capire la casa.
Una ristrutturazione completa è il momento migliore per affrontare definitivamente alcune problematiche che, altrimenti, potrebbero essere semplicemente nascoste.
Se stai acquistando una casa con problemi di muffa.
Se stai ristrutturando un appartamento datato.
Se devi rifare gli interni dopo anni di problemi di umidità.
Se vuoi intervenire su una parete fredda.
Se devi recuperare ambienti compromessi.
Questo è il momento in cui bisogna fare le cose nel modo giusto.
Perché coprire un problema prima di ristrutturare significa rischiare di ritrovarlo dopo.
Dedichiamo tutta la nostra passione e la nostra specializzazione nella ristrutturazione completa dell’abitazione, dando importanza al rispetto della casa dei nostri clienti.
Evitiamo la diffusione delle polveri generate durante i lavori utilizzando uno specifico ed efficiente aspiratore che filtra 2.922 metri cubi di aria e polveri ogni ora.
Il bagno è sottoposto quotidianamente a vapore, acqua e variazioni di temperatura.
Quando progettato o realizzato senza considerare correttamente queste condizioni, possono comparire nel tempo fenomeni di condensa, deterioramento, muffa e umidità.
Per questo possiamo occuparci del rifacimento completo del bagno, integrando la nostra competenza specifica sulle problematiche di umidità.
Un bagno nuovo.
Ma progettato con attenzione anche a ciò che normalmente non si vede.
Una superficie particolarmente fredda può favorire fenomeni di condensa superficiale e creare condizioni favorevoli alla formazione di muffa.
Durante una ristrutturazione possiamo valutare la situazione e, quando tecnicamente indicato, progettare interventi specifici per migliorare il comportamento della parete.
Quando l’intervento dall’esterno non è possibile o non è la soluzione adatta, può essere necessario valutare una soluzione di isolamento dall’interno.
Non esiste però un “cappotto interno” uguale per ogni casa.
Stratigrafia della parete, condizioni termoigrometriche, materiali esistenti e caratteristiche dell’edificio devono essere valutati prima di scegliere la soluzione.
Efflorescenze.
Intonaco deteriorato.
Distacchi.
Macchie.
Salnitro.
Pittura che si sfoglia.
Sono segnali che possono essere compatibili con una problematica di umidità.
Prima di intervenire sulla parete bisogna comprendere da dove arriva l’acqua e quali fenomeni stanno interessando la muratura.
Solo dopo si può definire una strategia di intervento coerente.
Una ristrutturazione specializzata parte dalla causa, non dal sintomo.
DIAGNOSI
Studiamo il problema.
↓
STRATEGIA
Definiamo cosa serve realmente.
↓
RISTRUTTURAZIONE
Realizziamo le lavorazioni.
↓
CONTROLLO
Verifichiamo il risultato e accompagniamo il cliente anche dopo l’intervento.
Le macchie di umidità si estendevano su tutto il perimetro dell’interrato, rovinando le pitture e causando distacchi dell’intonaco.
L’estensione aveva raggiunto anche le pareti interne che dividevano i vari locali.
Situazione piuttosto severa che denotava una progressivo peggioramento nel deterioramento delle pareti.
Il pavimento non presentava fenomeni di risalita ed era stato rivestito con una nuova pavimentazione.
Prima del nostro intervento, altre aziende avevano erroneamente individuato la causa del problema in un condotto elettrico esterno privo della necessaria sigillatura.
La siliconatura dell’area tutto attorno al tubo non aveva migliorato la situazione, che progrediva con macchie che aumentavano in altezza.
La diagnosi eseguita, supportata dalle misurazioni strumentali, dalla raccolta di informazioni con il proprietario e dallo studio delle dinamiche presenti, aveva permesso di riscontrare umidità profonda e di risalita capillare.
La parete in cemento armato a contatto diretto perenne con il terreno del giardino assorbiva l’acqua e l’umidità, trasferendola alla facciata interna delle pareti.
Gli ambienti risultavano insalubri per la proliferazione delle muffe e per il costante umido presente.
Abbiamo eseguito la iniziale impermeabilizzazione della muratura perimetrale eseguendo una barriera chimica, eseguita dal nostro specialista Tommy Carlini (clicca per conoscere qualcosa in più di lui).
Il cemento armato è un materiale sul quale l’esecuzione della barriera chimica non è scontata e sempre eseguibile. Tuttavia questo interrato, per la solidità del manufatto e per l’estensione relativamente circoscritta del fenomeno, ci ha permesso di ritenerla eseguibile.
Il prodotto impermeabilizzante è stato iniettato ad alte pressioni così da penetrare al meglio nelle porosità del calcestruzzo.
La successiva demolizione dell’intonaco ha permesso di agevolare l’asciugatura della parete e di eliminare un materiale ormai deteriorato e ammalorato.
Quindi la parete messa a nudo è stata:
Le murature sono state risanate.
L’acqua e l’umidità di risalita sono state bloccate all’esterno grazie all’impermeabilizzazione creata dalla barriera chimica, e allo scudo impermeabile interno.
Le superfici delle pareti sono state riportate ad un livello estetico ritenuto perfetto dal cliente e gli ambienti hanno riacquistato la salubrità di cui necessitavano.
I suggerimenti forniti sulla corretta gestione degli ambienti nei mesi subito successivi al termine delle attività e anche per il futuro, ha permesso al cliente di sapere come mantenere nel tempo ambienti sani, deumidificati e piacevoli da vivere.
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La parete divisoria tra due stanze presentava continui deterioramenti.
Precedentemente era stato effettuata la completa rimozione degli intonaci, sostituendoli con nuovi intonaci deumidificanti. L’impresa commissionata aveva indicato questa attività come risolutiva, perché l’intonaco sarebbe rimasto asciutto nel tempo.
Cosa abbiamo trovato
La muratura risultava molto umida in profondità.
Le misurazioni strumentali avevano confermato la nostra ipotesi: il muro si bagnava in modo intermittente. In pratica esistevano momenti in cui l’acqua e l’umidità lo bagnavano, alternata ad altri in cui riusciva ad asciugarsi.
I distacchi di pittura e di intonaco e i segni presenti sulla superficie ci avevano permesso di identificare questa problematica.
Usare l’intonaco deumidificante non rappresentava la soluzione perché non era stato individuato il reale motivo che portava la muratura ad bagnarsi.
Bisognava intervenire in maniera più strutturata e precisa.
Era necessario procedere alla rimozione dell’intonaco inefficace e procedere con la completa impermeabilizzazione dei mattoni che costituivano la parete.
L’attività non poteva venire eseguita da un solo lato, perché l’apporto di acqua proveniva dall’altra parte. Bisognava creare uno scudo impermeabile che mantenesse le due facce della parete divisoria sempre asciutte.
Solo in questo modo siamo riusciti ad impedire all’acqua di bagnare un lato della parete evitando che si trasferisse anche sulla faccia opposta.
Inoltre, abbiamo agito per bloccare i sali idrosolubili che sono la causa dei distacchi dell’intonaco e della parete. Bagnandosi, infatti, aumentano di volume creando un’enorme pressione, in grado di far esplodere le malte e creare degli sfarinamenti delle pitture.
Le molteplici fasi del risanamento che si è reso necessario, hanno garantito sia di impedire un nuovo rigonfiamento del nuovo intonaco, sia di creare un doppio scudo impermeabile.
Non si trattava di condensa che doveva venire asciugata, ma di un’infiltrazione di acqua che avveniva in modo irregolare e discontinuo.
Nella parte alta delle pareti perimetrali di tutte le stanze erano presenti estese formazioni di muffa, concentrate soprattutto negli angoli e lungo le giunzioni tra pareti e soffitto. In queste zone, la presenza di ponti termici può rendere le superfici più fredde, favorendo lo sviluppo delle muffe quando l’umidità interna è elevata.
L’edificio, costruito alla fine degli anni Novanta, presenta uno strato di isolante termico di cinque centimetri nell’intercapedine dei muri perimetrali. Una soluzione utile a limitare le dispersioni di calore, ma che da sola non elimina i ponti termici né risolve il problema dell’umidità negli ambienti.
Quando l’aria interna è troppo umida, in prossimità delle superfici più fredde si possono creare condizioni favorevoli alla proliferazione delle muffe, anche prima che compaia condensa visibile. Se la temperatura superficiale scende ulteriormente, il vapore acqueo può condensare e bagnare le pareti, aggravando il problema.
Per ridurre il rischio di muffa, un riferimento pratico è mantenere l’umidità relativa entro il 55% medio nelle 24 ore, con una temperatura interna invernale di circa 20–20,5 °C, evitando che rimanga elevata per molte ore.
Questo valore aiuta a orientarsi, ma occorre considerare anche quanto sono fredde le pareti: sulle superfici più fredde la muffa può svilupparsi anche con un’umidità inferiore.
Oltre ai problemi di muffa, è stata considerata anche l’età degli impianti di riscaldamento e idrico-sanitari: con il tempo, tubazioni e raccordi possono deteriorarsi e dare origine a perdite d’acqua, causando ulteriore umidità nelle pareti e nei pavimenti.
Si è quindi scelto di intervenire con una ristrutturazione completa, che ha compreso il rifacimento del bagno e la sostituzione degli impianti. L’obiettivo era affrontare i problemi esistenti e ridurre il rischio di future perdite, affiancando questi lavori agli interventi necessari per controllare l’umidità interna e limitare le condizioni favorevoli allo sviluppo delle muffe.
Le pareti perimetrali dell’intera abitazione sono state rivestite con specifici pannelli termoigroscopici, scelti per migliorare l’isolamento termico e contribuire a regolare l’umidità interna. Questi pannelli aiutano a mantenere più calde le superfici delle pareti e possono assorbire parte dell’umidità presente nell’aria, restituendola quando l’ambiente diventa più asciutto.
Questa doppia funzione contribuisce a ridurre le condizioni favorevoli alla formazione di condensa e muffa.
L’impianto dell’acqua calda sanitaria è stato completamente rifatto utilizzando tubazioni in multistrato, resistenti alla corrosione. La sostituzione delle vecchie tubazioni e dei raccordi, insieme alla corretta installazione del nuovo sistema, ha permesso di ridurre il rischio di perdite e dei conseguenti problemi di umidità.
Anche il pavimento è stato interessato dall’intervento: prima della realizzazione del nuovo massetto è stato predisposto uno strato di isolamento termico, per limitare le dispersioni di calore e migliorare il comfort dell’abitazione.
Per le rasature e le finiture delle pareti sono stati scelti materiali minerali e permeabili al vapore, compatibili con i pannelli termoigroscopici. In questo modo è stata preservata la capacità dei pannelli di assorbire e rilasciare umidità, senza ostacolarla con finiture poco adatte.
L’insieme di questi interventi ha affrontato il problema su più fronti: superfici più calde, migliore gestione dell’umidità e minore rischio di perdite dagli impianti. Per mantenere nel tempo i benefici ottenuti, resta essenziale assicurare un adeguato ricambio d’aria e tenere sotto controllo l’umidità interna.
La ristrutturazione ha affrontato le condizioni che favorivano la crescita delle muffe, con l’obiettivo di restituire ai proprietari un’abitazione più confortevole, salubre e piacevole da vivere.
Il rivestimento delle pareti perimetrali con pannelli termoigroscopici ha migliorato l’isolamento e contribuito a ridurre i punti freddi sulle superfici interne. La capacità dei pannelli di assorbire e rilasciare umidità, insieme alle finiture minerali utilizzate, aiuta ad evitare le condizioni favorevoli alla formazione di condensa e muffa.
Il trattamento ha interessato anche la parete destinata a ospitare i mobili della cucina. È una zona che merita particolare attenzione: dietro gli arredi l’aria circola meno e l’umidità prodotta durante la cottura e le attività quotidiane può favorire la comparsa di muffa sulle superfici più fredde. Anche qui, i pannelli contribuiscono a mantenere la parete più calda e a gestire le variazioni di umidità.
Per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo abbiamo inoltre proposto il sistema radiante a soffitto Radius di Messana Italia, azienda con cui collaboriamo e di cui siamo rivenditori.
I clienti hanno accolto la proposta, completando così il progetto dedicato al comfort dell’abitazione.
Il risultato è una casa con un isolamento migliore, impianti rinnovati e materiali che contribuiscono alla gestione dell’umidità.
Un intervento coordinato che ha ridotto le condizioni favorevoli alla muffa e creato le basi per mantenere nel tempo ambienti più confortevoli, con un adeguato ricambio d’aria e il controllo dell’umidità interna.
Ristrutturazione del box doccia: dalle infiltrazioni e dalla muffa a un bagno risanato e rinnovato
Quando l’umidità si nasconde dietro le piastrelle, rifare l’intonaco non basta.
Un bagno apparentemente moderno, ma compromesso da infiltrazioni d’acqua, pareti costantemente umide e una progressiva diffusione di muffa nera sul soffitto.
In questo intervento abbiamo affrontato il problema alla radice, integrando il rifacimento del box doccia con il ripristino dell’impermeabilizzazione, la protezione delle superfici e un sistema di ventilazione dedicato al controllo dell’umidità.
Il risultato è una ristrutturazione che va oltre l’estetica: un intervento progettato per eliminare le infiltrazioni individuate, contrastare l’umidità e ridurre le condizioni favorevoli alla formazione di muffa.
Un bagno con muffa diffusa, pareti bagnate e infiltrazioni nascoste
Il bagno presentava un quadro di deterioramento significativo.
Estese macchie di muffa nera interessavano il soffitto e le porzioni di parete non rivestite dalle piastrelle. Le colonie si distribuivano in macchie irregolari, sempre più ampie, compromettendo progressivamente le superfici.
Ma il problema non si limitava alla muffa visibile.
Sul lato opposto della parete divisoria che ospitava la doccia erano presenti evidenti macchie di umidità, con intonaco bagnato e deteriorato.
La situazione faceva sospettare infiltrazioni d’acqua provenienti dal box doccia, attraverso punti critici del rivestimento, del piatto doccia o dei relativi raccordi.
Un precedente intervento di sostituzione dell’intonaco, eseguito sul lato posteriore della parete, non aveva prodotto risultati soddisfacenti.
L’umidità continuava a manifestarsi e la muffa proseguiva la propria espansione.
Era evidente che intervenire soltanto sulle superfici non sarebbe stato sufficiente.
Perché il problema continuava a ripresentarsi?
Quando l’acqua penetra attraverso i punti non correttamente impermeabilizzati di una doccia, può raggiungere gli strati sottostanti al rivestimento e impregnare intonaci e murature.
L’acqua assorbita può migrare attraverso i materiali e, durante il processo di asciugatura, contribuire all’umidità dell’ambiente.
Se le infiltrazioni continuano, le murature possono rimanere umide per periodi prolungati.
A questo fenomeno si aggiunge il vapore acqueo prodotto quotidianamente durante l’utilizzo della doccia.
Infiltrazioni, superfici umide e insufficiente smaltimento del vapore possono quindi concorrere a creare condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo della muffa.
È proprio per questo che una ristrutturazione tradizionale, limitata alla sostituzione dei rivestimenti o al rifacimento dell’intonaco, rischia di non affrontare il problema nella sua interezza.
La diagnosi e ciò che abbiamo scoperto
Il problema non era soltanto sulle pareti. Era anche dietro le piastrelle.
L’intervento di ristrutturazione ci ha permesso di approfondire le condizioni costruttive del box doccia.
Durante le attività di demolizione abbiamo riscontrato difetti nell’esecuzione di alcuni elementi fondamentali per la tenuta all’acqua:
Si trattava di criticità che potevano favorire il passaggio dell’acqua verso gli strati interni della parete.
Quello che appariva come un problema di intonaco deteriorato e muffa era, in realtà, parte di una problematica più articolata.
Per affrontarla era necessario intervenire sulla costruzione del box doccia, non semplicemente sulle finiture.
Rendere completamente impermeabile il box doccia e proteggere la parete nel suo spessore.
Dovevamo impedire future infiltrazioni di acqua e interrompere il passaggio di umidità che dal box doccia migrava verso la muratura, passando dietro le piastrelle.
Il bagno doveva prevedere un sistema di eliminazione del vapore acqueo efficiente, a bassissimo consumo, ma nel contempo non risultare rumoroso e non far disperdere il calore.
Non coprire l’umidità. Interrompere le infiltrazioni e controllare il vapore.
Abbiamo definito una strategia di intervento basata su tre obiettivi fondamentali:
1. Ripristinare la corretta impermeabilizzazione del box doccia.
2. Proteggere le superfici con materiali e finiture adeguati alle condizioni dell’ambiente.
3. Migliorare l’allontanamento del vapore acqueo attraverso un sistema di ventilazione efficiente.
Tre aspetti strettamente collegati, che abbiamo affrontato in modo coordinato.
Le murature interessate sono state sottoposte alle lavorazioni necessarie per ripristinare una corretta stratigrafia del sistema doccia.
Particolare attenzione è stata dedicata ai punti maggiormente esposti al rischio di infiltrazione:
Attraverso l’impiego di materiali specifici e la corretta successione degli strati, abbiamo realizzato un sistema di impermeabilizzazione destinato a impedire il passaggio dell’acqua verso le murature.
Perché in una doccia l’impermeabilità non dovrebbe dipendere soltanto dalle piastrelle e dalle fughe.
È ciò che si trova dietro il rivestimento a svolgere un ruolo fondamentale nella protezione della struttura.
Un altro aspetto importante riguardava le finiture delle superfici.
Le pitture e i rivestimenti esistenti non risultavano adeguati a contrastare le condizioni di umidità presenti nell’ambiente.
In situazioni di questo tipo è frequente incontrare un luogo comune:
“Basta utilizzare una pittura traspirante, così il muro respira.”
Ma il comportamento dell’umidità all’interno di una parete è molto più complesso.
La traspirabilità di una pittura, da sola, non impedisce la formazione di condensa e non risolve le infiltrazioni d’acqua.
In un bagno soggetto a elevate produzioni di vapore e a frequenti variazioni di umidità, la scelta delle finiture deve tenere conto delle condizioni termoigrometriche, della natura dei supporti e delle prestazioni richieste.
Non si tratta semplicemente di far “respirare” un muro, ma di scegliere un sistema di protezione coerente con le caratteristiche dell’ambiente.
Per questo abbiamo integrato nella ristrutturazione una specifica attenzione alla protezione delle superfici e alla gestione dell’umidità.
Impermeabilizzare correttamente il box doccia era indispensabile, ma non sufficiente per affrontare tutte le problematiche presenti.
Durante ogni doccia viene prodotta una quantità significativa di vapore acqueo.
Se questo vapore non viene adeguatamente allontanato, l’umidità relativa dell’ambiente può aumentare e favorire la formazione di condensa sulle superfici più fredde.
Abbiamo quindi previsto la sostituzione del sistema di aspirazione esistente con Pull Out, il nostro sistema di estrazione dedicato alla gestione del vapore acqueo.
La soluzione è stata scelta con l’obiettivo di garantire un ricambio d’aria efficace, contenendo i consumi energetici, la rumorosità e le dispersioni termiche.
Un sistema di ventilazione adeguato aiuta a smaltire il vapore prodotto durante l’utilizzo del bagno e a ridurre il tempo durante il quale l’ambiente rimane eccessivamente umido.
Un aspetto fondamentale per limitare le condizioni favorevoli alla formazione di nuova muffa.
Un bagno rinnovato nell’aspetto. E soprattutto ripensato nella sua funzionalità.
Un bagno rinnovato nell’aspetto. E soprattutto ripensato nella sua funzionalità.
La ristrutturazione del box doccia ha permesso di affrontare le criticità costruttive riscontrate durante la demolizione e di realizzare un sistema di impermeabilizzazione progettato per proteggere le murature dalle infiltrazioni.
L’intervento non si è limitato alla sostituzione delle finiture.
Abbiamo lavorato sugli elementi che contribuivano al deterioramento dell’ambiente, integrando:
Il vero risultato non è soltanto quello che si vede
Un nuovo box doccia, superfici rinnovate e un ambiente esteticamente migliorato rappresentano la parte più evidente dell’intervento.
Il valore della ristrutturazione è anche in ciò che non si vede più: i difetti costruttivi individuati, i punti vulnerabili alle infiltrazioni e le condizioni che favorivano l’accumulo di umidità.
L’intervento ha creato le condizioni per una migliore gestione dell’acqua e del vapore, riducendo i fattori che avevano contribuito al deterioramento delle superfici e alla diffusione della muffa.
Un bagno non semplicemente rifatto, ma ristrutturato con la competenza di chi conosce i problemi di muffa e umidità.
Questo intervento dimostra perché, quando sono presenti muffa, infiltrazioni e umidità, una ristrutturazione non dovrebbe partire soltanto dalla scelta delle piastrelle o dei sanitari.
Deve partire dalla comprensione del problema.
Perché sostituire un intonaco non significa necessariamente eliminare la causa dell’umidità.
Perché rivestire una parete non significa renderla impermeabile.
Perché una pittura traspirante non risolve automaticamente un problema di condensa.
E perché rifare un bagno senza considerare la gestione del vapore può lasciare irrisolte condizioni favorevoli alla formazione di muffa.
È questa la differenza tra una ristrutturazione tradizionale e una ristrutturazione specializzata.
Una normale impresa può essere perfettamente competente nel rifare un bagno.
Un professionista può essere molto bravo nella posa delle piastrelle.
Un imbianchino può realizzare una finitura impeccabile.
Ma quando una casa presenta muffa, umidità, pareti fredde o fenomeni di deterioramento, entra in gioco qualcosa di diverso.
Serve comprendere il comportamento dell’edificio.
E soprattutto serve sapere cosa non fare.
La nostra specializzazione nasce proprio da qui.
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MQ DI PARETI PROTETTE
SPECIALIZZAZIONE NEL SETTORE
“Era da diverso tempo che non riuscivo a risolvere un problema importante di muffa…Ho avuto assistenza e consigli in tutto, anche per quanto andava oltre i problemi di muffa.
Avendo dovuto rifare completamente un angolo doccia, sono stato assistito nelle opere murarie, scelta e installazione dei rivestimenti e di tutto il materiale idraulico necessario.”
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“L’esperienza con Andrea è stata positiva fin dal sopralluogo iniziale… con misurazioni meticolose…”
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FARE UNA RISTRUTTURAZIONE CHE NASCONDE UN PROBLEMA LO È ANCORA DI PIÙ
Se stai pensando di ristrutturare una casa che presenta problemi di muffa, umidità o pareti fredde, non partire dal preventivo.
Parti dalla comprensione del problema.
Perché una volta demolito, rifatto e finito tutto, correggere un errore può diventare molto più costoso.
Raccontaci cosa sta succedendo.
Valuteremo insieme quale può essere il percorso più corretto.
Ti ricontatteremo per comprendere la situazione e capire se possiamo aiutarti.
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Metodo scientifico.
Esperienza sul campo.
Diagnosi.
Ristrutturazione specializzata.
Non ristrutturiamo semplicemente gli ambienti.
Li ristrutturiamo tenendo conto del problema che li ha fatti ammalare.